disturbi-alimentazione
ANORESSIA NERVOSA:

si riferisce alla perdita di appetito, iniziando spesso come una normale dieta. Si associa ad un’immagine distorta del proprio corpo e ad un deciso rifiuto dello stimolo della fame; la carenza di nutrimento porta gravi complicanze prettamente mediche. Come la bulimia, è tipicamente collegata alla depressione. È 10 volte più frequente nelle donne che negli uomini.

BULIMIA NERVOSA:

qui assistiamo ad un rapido consumo di cibo in segreto, trasgressione poi rifiutata cercando il vomito, al punto che molti presentano una tipica callosità della mano chiamata “segno di Roy”.

DISTURBI DA ABBUFFATA:

come la bulimia, senza però l’aspetto del vomito o dei lassativi; è associato all’obesità e a fluttuazioni del peso.

Viene suggerita un’influenza genetica ancora non approfondita. Nell’ipotalamo si trovano il centro della fame e della sazietà e quindi è sicuramente coinvolto nel processo. La serotonina è importante negli atti compulsivi dei bulimici.

Un ruolo essenziale lo giocano fattori socioambientali: primo tra tutti l’ideale culturalmente relativo della bellezza improntato sulla magrezza; quindi una sovrabbondanza di risorse alimentari e stimolazioni nei paesi industrializzati, uniti ad uno stile di vita sedentario; quindi il ruolo della famiglia. Per gli psicanalisti il cibo rappresenta un equivalente sostitutivo del sesso e della gravidanza. Non mancano le influenze negative dei gruppi dei pari, che testimoniano i pregiudizi verso gli individui obesi.

Le ricerche mostrano una personalità timida, perfezionistica, con instabilità affettiva, ansia, bassa autostima. Il paziente spesso nega di avere problemi al riguardo.