disagioadolescenziale

L’adolescente vive una profonda trasformazione che interessa la sfera della relazioni, ovvero una separazione sempre più netta dalla famiglia, la scelta della scuola in previsione del suo futuro, un nuovo modo di approcciarsi ai coetanei, il maggiore interesse della condivisione con il gruppo dei pari.

La prima adolescenza comincia con le risposte emotive ai cambiamenti fisici con conseguenti confusioni rispetto alla persona a cui appartiene questo corpo che si trasforma da bambino ad adulto. L’adolescente abbandona le identificazioni infantili e ricerca la sua identità, i suoi nuovi valori e modelli. L’adolescenza è, per definizione, l’età della crisi, momento in cui si ricerca un nuovo equilibrio per far fronte alla rottura degli assetti precedenti.

Il percorso verso l’identità di non è privo di ostacoli e, spesso, è accompagnato da difficoltà e disorientamento che vengono vissuti come disagio e, se non superati, danno luogo a disadattamento e devianza. Una profonda conflittualità vede l’adolescente costantemente impegnato a decidersi tra opposte alternative: distruttività e creatività, conformismo e individualizzazione, irrazionalità e ragione. Alternative che richiedono tempo e sofferenza per essere risolte. Diversi i compiti evolutivi che deve affrontare durante il suo naturale processo di transizione verso l’età adulta gli strumenti a sua disposizione non sempre sono adeguati per affrontare la complessità e le contraddizioni della vita quotidiana.

Come un equilibrista, l’adolescente si sente insicuro, sperimenta situazioni difficili con una serie di percezioni, emozioni, sentimenti, valutazioni, bisogni e domande che nascondono una sofferenza sommersa, ma non per questo meno autentica e sincera.

Spesso il disagio non è visibile, è celato e viene gestito dal giovane con una sofferenza tutta ‘privata’ e silenziosa. Altre volte, invece, il disagio è visibile nella conflittualità con l’ambiente sociale. Quando il disagio emerge, si manifesta attraverso gesti eclatanti che tante volte finiscono per riempire le cronache dei giornali. Droga, alcool, atti vandalici, lesioni inflitte sul loro corpo, gesti estremi, possono diventare il mezzo per esprimere il disagio che non sanno gestire ed elaborare.

Ci troviamo di fronte ad una situazione di grave sofferenza interiore che sfocia inesorabilmente in drammatico comportamento deviante. Aggressività, dominanza, passività, autoesclusione, disimpegno, insubordinazione, rifiuto di ogni limite, insoddisfazione, non sono soltanto sintomi che rivelano un grave malessere di fondo ma essi hanno il valore di un segnale lanciato, magari inconsciamente, dagli adolescenti al mondo degli adulti, una richiesta di aiuto che non può essere disattesa. Sono tanti i ragazzi che hanno paura di crescere e non sanno guardare con serenità al proprio futuro.

Il CPA mette a disposizione una spazio di dialogo aperto e sincero ai giovani adolescenti che hanno bisogno soprattutto di confronto e di sostegno per giungere alla definizione di sè.

Un percorso psicoterapeutico si prefigge l’obiettivo di supportare l’adolescente in difficoltà a raggiungere una sana autonomia al fine di rivestire un ruolo attivo e responsabile nell’ambiente in cui è inserito. L’adolescente deve essere incentivato nei processi decisionali se si vuole che si lanci nella vita con sicurezza e libertà.